Carmelina CaraccioDi / Pubblicato 6 mesi fa in Aumenta il tuo business, Social Media Marketing.

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Il processo di approvazione delle Facebook Ads è composto da diverse fasi che prevedono sia la verifica dei contenuti visuali, sia la verifica dei contenuti testuali. La disapprovazione di un annuncio da parte di Facebook è una situazione in cui ogni marketer si è trovato almeno una volta nella vita. “Il contenuto promosso non è consentito su Facebook” e/o “Il contenuto non è adeguato a riflettere il prodotto o il servizio pubblicizzato” sono la risposta di disapprovazione fornita dalla piattaforma, quasi sempre automatica e non personalizzata in base al problema presentato.

Prima della pubblicazione di un’inserzione su Facebook vengono analizzati il contenuto, le immagini scelte, i destinatari selezionati e la corrispondenza fra i contenuti presenti nella pagina cui rimanda l’inserzione stessa e il prodotto/servizio promosso. Gli annunci possono non essere approvati perché risultano troppo vaghi oppure perché rientrano nella categoria dei contenuti non adeguati a riflettere la descrizione del prodotto o del servizio pubblicizzato.ù

Non esistono, comunque, delle regole ferree per creare un copy efficace per le proprie Facebook Ads, ma ci sono dei piccoli accorgimenti che insieme alle “Normative pubblicitarie” possono sicuramente migliorarne la resa.

Facebook Ads: come scrivere un contenuto efficace

  1. Scegli un lessico pertinente. In questa prima fase bisogna capire come muoversi da un punto di vista lessicale. Il settore per cui stai creando l’advertising ha sicuramente delle parole di riferimento ed è su quelle che bisogna puntare. Nella creazione di un copy per il lancio di un nuovo set di colori per capelli, la frase “Scegli il tuo prossimo colore” permette all’utente di immaginare di essere già in possesso di quel prodotto (attraverso l’uso dell’aggettivo ‘tuo’ si iniziano a gettare le basi del rapporto fra cliente e prodotto) e, l’uso dell’imperativo (Scegli), induce il cliente all’azione.
  2. Genera curiosità. Un modo per incuriosire a saperne di più è sicuramente dato dalle domandeInvitare alla riflessione ponendo domande (anche retoriche) è una strategia che porta il consumatore dritto a ciò che ti distingue dagli altri. Dai in sostanza una risposta immediata ad un quesito. Per fare questo si può, ad esempio, catturare l’attenzione del cliente con un copy che sveli alcuni particolari del prodotto che stai promuovendo, spingendolo a volerne sapere di più. Questo effetto stuzzicante è definito effetto teaser, ossia generare curiosità sul consumatore svelando poco per volta il tuo prodotto e ciò che lo distingue.
  3. Invita all’azione, in modo semplice e incontrovertibile. Se chiedi all’utente di compiere un’azione, quello che desideri è che non ci sia spazio per dubbi e fraintendimenti e che l’azione sia compiuta in quel momento, non in uno successivo. La richiesta perciò deve essere quanto più chiara, semplice ed efficace possibile. Ciò che è fondamentale quindi, è che l’utente percepisca sin da subito quale sarà il valore aggiunto su cui potrà contare dopo aver compiuto quella determinata azione. Una call to action che si propone come risoluzione di un problema, ad esempio, non deve mai generare nessun tipo di dubbio in chi legge. In poche parole, il beneficio legato all’azione deve essere chiaramente e inequivocabilmente percepibile. È finito il tempo del “clicca qui” e dello “scarica adesso”. Via libera quindi alle CTA (call to action) che mettono in luce il plus di quella specifica azione, come ad es. “Trova i migliori ristoranti a Milano” o “Lasciati ispirare dalle nostre proposte di design”.
  4. Coinvolgi il tuo pubblico con l’empatia. Generare engagement è uno degli obiettivi delle campagne di marketing e l’engagement può essere il tramite perché un brand o una azienda aumenti la propria brand awareness, diventi un punto di riferimento per il proprio target. Quando stabilisci un contatto di tipo emotivo con il tuo target, riesci a scavalcare tutte quelle barriere che naturalmente esistono nella comunicazione, in primis tra esseri umani e poi attraverso lo schermo. Ed è proprio qui che una comunicazione empatica coinvolge l’utente spingendolo all’azione.
  5. Assicurati che la parte visuale sia coerente con il resto del messaggio. L’errore di scegliere una o più immagini che non si adattino al copy è molto più frequente di quanto tu possa immaginare. Molte aziende non hanno la possibilità di scegliere tra un repertorio di immagini molto vasto. Quando arriva il momento di impostare un annuncio spesso le immagini non risultano coerenti con il testo e questo genera confusione nell’utente. Questa esperienza di confusione fa sì che non si riesca effettivamente a comprendere subito quale sia il prodotto o servizio pubblicizzato. Sarà improbabile che le persone clicchino sull’annuncio, vanificando così tutto il lavoro precedente.

 

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